Ubutabazi n’Ivyizigir – Intervento di emergenza a favore dei rifugiati congolesi del campo di Makombe in Burundi: supporto alimentare per le famiglie, kit d’igiene per le donne e sostegno proteico per i bambini

Il campo profughi di Makombe, situato nel comune di Rumonge in Burundi, rappresenta oggi una realtà di drammatica urgenza. Nato originariamente come semplice centro di transito, il sito ospita ormai da molti mesi un numero elevatissimo di sfollati, a causa del grave sovraffollamento degli altri centri della regione. Qui si rifugiano le persone in fuga dall’insicurezza e dalle violenze nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare dal territorio di Uvira, dopo aver affrontato una pericolosa traversata del lago Tanganica.

A Makombe la vita quotidiana è una sfida per la sopravvivenza. Per questo motivo, Fondazione Museke ETS e Fondazione VIS – ETS, in stretta coordinazione con APE Burundi, monitorano costantemente l’evoluzione della situazione attraverso missioni periodiche sul campo – l’ultima delle quali effettuata il 24 luglio 2026 – per aggiornare la valutazione dei bisogni della popolazione e pianificare la distribuzione degli aiuti umanitari.

Durante la visita più recente, è stato promosso un tavolo di confronto con tutti gli attori coinvolti: i rappresentanti di VIS e APE, l’amministrazione del campo e i 6 membri del comitato dei rifugiati. Questo dialogo diretto ha permesso di raccogliere le richieste reali della comunità e di mappare con precisione la popolazione target, che conta oggi 933 persone suddivise in 318 nuclei familiari.

Rispetto all’inizio dell’anno, la situazione alimentare registra un lieve miglioramento: i rifugiati sono passati da uno a due pasti al giorno e i bambini affetti da malnutrizione ricevono ora una razione di bouillie (una pappa nutrizionale specifica). Tuttavia, le quantità restano insufficienti e il riso distribuito per la cena non risponde alle abitudini alimentari e al gusto della popolazione locale.

Oltre alla sicurezza alimentare, le necessità più urgenti riguardano l’igiene e la tutela delle fasce più vulnerabili. Manca il sapone, il dentifricio e, soprattutto, mancano i presidi legati alla dignità femminile. Nel campo si contano infatti 241 destinatarie dirette tra ragazze (70 tra i 12 e i 17 anni) e donne (171 tra i 18 e i 59 anni) prive dei beni sanitari essenziali.

Sulla base dei dati raccolti, è stata strutturata una proposta progettuale concreta, che mira a migliorare le condizioni di vita e a restituire dignità alle famiglie e alle donne del campo.

L’azione si articola su due binari principali:

  • Sostegno alimentare e igienico diffuso: garantiremo un supporto costante a tutte le 318 famiglie del campo attraverso 4 sessioni di distribuzione programmate nel corso del progetto.
  • Tutela dell’igiene mestruale: distribuiremo un primo kit completo (composto da secchio, tessuto, sapone e assorbenti) a 241 donne e ragazze, assicurando poi rifornimenti periodici di sapone e assorbenti per garantire la continuità del servizio nel tempo.

Ogni vita umana merita protezione e rispetto. Con questo intervento, reso possibile dalla generosità di chi ha partecipato alla raccolta fondi realizzata lo scorso marzo, vogliamo fare in modo che la permanenza forzata a Makombe non significhi la perdita dei diritti umani fondamentali.

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